27.4.09

mercoledì 29 aprile, ore 21 - 'Jenin Jenin', di M. Bakri, con la partecipazione di Laura Ciaghi

Continua l'impegno 'civile' dello Spazio Off: dopo il ciclo di quattro film dedicati al tema dei diritti umani in collaborazione con Amnesty International, mercoledì 29 aprile è in programma un documentario 'scomodo', 'Jenin Jenin', di Mohammad Bakri, che vedrà la partecipazione nel corso della serata dell'attivista trentina Laura Ciaghi, appena tornata da una lunga permanenza nelle aree dei Territori occupati in Medio Oriente.

Jenin Jenin
è stato censurato in Israele, e nessuna tv del mondo arabo, a parte la libanese Future, l'ha comprato; ciò nonostante il film ha vinto il festival di Cartagine 2003.
"Come faranno mai gli israeliani a rimediare a tutto questo?" Si chiede un giovane palestinese, mentre si aggira fra le rovine del campo profughi di Jenin (Cisgiordania), teatro di un intervento militare israeliano senza precedenti che si è protratto per undici giorni - dal 2 al 19 aprile 2002 - e ha lasciato almeno 600 morti sul campo (ma nessuna commissione d'inchiesta nazionale o internazionale è stata mai autorizzata). "Ci ammazzano i figli e noi ne facciamo altri: c'è sempre un modo per porre rimedio.. Sono loro i perdenti, davvero". Chi parla, è uno dei protagonisti del documentario Jenin Jenin di Mohammad Bakri, cineasta palestinese con passaporto israeliano.

Mohammad Bakri è nato nel '53 ad al-Bina, in Galilea, sposato con cinque figli, ed è quasi abituato alla censura: il suo documentario d'esordio, nel 1995, col digitale 1948 (53'), sulla Nakba, la "catastrofe palestinese", non è mai stato mostrato in tv; eppure in tantissimi l'hanno visto. Sulla stessa scia, Jenin Jenin è stato censurato in Israele.

Mercoledì 29 aprile, ore 21
Spazio Off – Via Venezia 5 - Trento
Ingresso: 2 euro

Jenin Jenin
di Mohammad Bakri
2003, 54'

22.4.09

Sab 25 e dom 26 aprile, ore 21: Dukkha. Azione privata, di e con Matteo Lanfranchi

Secondo appuntamento per il mese di aprile con il teatro dello Spazio Off. Per il weekend del 25 e 26 aprile, arriva a Trento un giovane regista e attore milanese, già noto al pubblico trentino per aver sfiorato la vittoria del Festival di Regia Teatrale Premio Fantasio Piccoli nello scorso dicembre.

In Off Lanfranchi porta 'Dukkha. Azione privata', un monologo scritto, diretto e interpretato da lui stesso, che ha ottenuto la menzione speciale a SubUrbia 2008 e che ha vinto il bando Gai Movin'Up 2008. 'Dukkha' è il termine sanscrito pressoché intraducibile che indica l’incapacità di essere soddisfatto, la frustrazione.

Matteo Lanfranchi nasce a Milano l’11 settembre 1976. Nel 2001 si diploma come attore presso la Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Durante e dopo la scuola inizia ad approfondire il lavoro sul corpo, che in seguito diventerà il fondamento del suo percorso per diversi anni, dal contact alla capoeira, alla danza, e in particolare allo yoga e alle arti marziali.
Dopo il diploma, lavora con Gabriele Vacis, Serena Sinigaglia e il Teatro Atir, con cui vince il Premio Hystrio Arlecchino d'Oro 2005 con 'Troiane'. Nel 2006 vince il premio ETI come miglior spettacolo dell'anno con 'Per la strada', assieme al gruppo Dadarò.
Nel 2007 fonda a Milano 'Effetto Larsen', un laboratorio multidisciplinare di studio e produzione artistica.

Lo spettacolo: 'Dukkha. Azione privata'

Il progetto trae ispirazione da un racconto di Ian McEwan intitolato 'Conversazione con l’uomo nell’armadio'. In particolare del racconto rimane un luogo, una stanza, eletta a “contenitore” dello spettacolo. In questa stanza il protagonista, un uomo senza nome, ha passato tutta la sua esistenza. All’interno dei pochi elementi scenografici che definiscono i confini di questo piccolo universo si assiste all’esistenza di un essere umano, ai suoi tentativi di comunicazione, all’immaginario di qualcuno che è sempre rimasto chiuso in un posto lontano dal mondo.
Del testo restano solo poche frasi. I nodi principali di questa vita claustrofobica vengono tradotti da parola in azione, andando a indagare quello che nel racconto trova il suo posto tra una riga e l’altra. Il principio è quello di invitare lo spettatore nel tempo di questa stanza isolata, concedendogli lo spazio immaginativo per ricomporre i fili di una storia frammentata, scomposta come può esserlo un ricordo. Come attraverso uno spiraglio, si sbircia l’intimo mondo di un personaggio: le sue ossessioni, i suoi sogni, le sue abitudini, in un misto di presente, passato e desiderato. Un loop, una lunga sequenza che scandisce il ritmo di un’esistenza, diventandone metafora. Il tempo viene abitato, dilatato fino a privare del loro senso azioni e parole apparentemente quotidiane, sfalsandole di ritmo. Ciò che resta sono situazioni, poche parole confidate a un microfono e immagini, intese come azioni che evocano avvenimenti del passato. Il linguaggio viene trasposto: il ripasso dei gesti necessari alla sopravvivenza, il desiderio di fuggire, i giochi infantili diventati passatempi, i turbamenti sessuali, la memoria di un abbandono diventano frammenti, elementi di un puzzle dove la figura completa è la biografia del personaggio.
Parte integrante della performance è la partitura sonoro-musicale che la accompagna, realizzata in collaborazione con Roberto Rettura e composta da vari elementi: canzoni, suoni ambientali, effetti. Ogni elemento sonoro è lineare allo svolgimento degli avvenimenti ed è elaborato in tempo reale, divenendo così registro invisibile che segue la drammaturgia dell’azione. Di volta in volta modificato con riverberi e filtri o semplicemente riprodotto, il suono nutre e sostiene l’immaginario di chi osserva. L’indagine è rivolta alla semplicità della tragedia. Il protagonista del racconto è sicuramente il protagonista di una tragedia contemporanea, spogliata di qualunque valenza mitica, di eroi e di dei, di antagonisti e alleati. Vittima di un destino avverso, di circostanze familiari terribili e di sé stesso, sembra infatti incarnare la metafora di una condizione di esistenza che ci appartiene moltissimo: la privazione. A volte prende le sembianze della solitudine. In ogni caso provoca sofferenza.
La tragedia diventa quindi strumento di indagine della sofferenza, di Dukkha, il termine sanscrito pressoché intraducibile che indica l’incapacità di essere soddisfatto, la frustrazione. In una delle sue forme, Dukkha si manifesta come la sofferenza dovuta al cambiamento, alle aspettative violate, all’impossibilità di far durare i momenti felici. Alla privazione di ciò che sembra poterci soddisfare. L’unica speranza presa in prestito dalla tragedia è la catarsi, rappresentata, in questa visione contemporanea, dalla consapevolezza e interruzione del loop, della ripetizione, come un raggio di sole che squarcia le nubi.

“Dukkha. Azione provata” replica
sabato 25 e domenica 26 aprile alle ore 21,
allo Spazio Off, in via Venezia 5 a Trento.

Ingresso: 8 € con degustazione offerta da Vinoteca La Vis e Valle di Cembra
Per prenotazioni: 340 689 56 13 – off@trentospettacoli.it - www.spaziooff.com

16.4.09

Mer 22 aprile, ore 21: Garage Olimpo, di M. Bechis

Quarto e ultimo appuntamento con la rassegna di film organizzata dallo Spazio Off e da Amnesty International, in attesa del debutto della nuova produzione Oz-Emit Flesti, in programma giovedì 23 aprile al teatro Cuminetti di Trento con 'La morte e la fanciulla', ultimo appuntamento della stagione 2008-2009 di TrentoOltre.
La rassegna è organizzata in collaborazione con Amnesty International,
che ha introdotto tutti i quattro mercoledì di proiezione per sensibilizzare il pubblico sui temi dei diritti civili e politici.
Dopo 'La notte delle matite spezzate', 'Z – L'orgia del potere', e 'Brazil', si chiude con il quarto titolo:
mercoledì 22 aprile alle ore 21 'Garage Olimpo', capolavoro del regista italo-argentino Marco Bechis sulla dittatura militare argentina, che chiude il ciclo di 4 film proprio alla vigilia del debutto de 'La morte e la fanciulla' (giovedì 23 aprile al Teatro Cuminetti di Trento, ore 21, per la stagione TrentoOltre, com Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa, regia di Rocco Sestito).

Buenos-Aires 1976-82: la vita scorre regolarmente. Normali e trafficati sono i larghi vialoni della città attraverso i quali si muovono le automobili che conducono a casa o al lavoro cittadini di una paese civile; normale e tranquillizzante la programmazione via radio che intrattiene con canzoni ballabili e partite di calcio ascoltatori ignari; bambini nuotano in piscina e vecchietti portano a spasso il cane davanti a locali chiusi al cui interno si svolge in modo normale e professionale il lavoro che militari in borghese o paramilitari dall'aspetto impeccabile compiono quotidianamente: torturare scientificamente (ora si usa la corrente elettrica, i tempi si sono evoluti, è arrivata la civiltà...) e dopo un tempo variabile "regolarizzare" (l'alfabetizzazione della popolazione è ormai un dato di fatto e bisogna adoperare i termini appropriati) i prigionieri politici, gettandoli vivi nell'enorme estuario del Rio de la Plata. Questo è il punto cardine del film di Bechis: la "normalità" di un orrore del tutto ignoto alla popolazione, almeno di quella non coinvolta, di quella che accettava la dittatura militare di Videla, anche perché qualsiasi tentativo di un parente di cercare gli scomparsi o diffondere la notizia delle sparizioni portava sistematicamente alla sua soppressione. Il regista, scampato miracolosamente egli stesso alla morte, poteva raccontare quest'ordinaria follia come un documentario, ma ha preferito dentro quel contesto inserire una storia, una delle 30.000 possibili storie dei desaparecidos, la maggior parte delle quali nessuno potrà mai conoscere: quella di Maria, una ragazza che dietro la facciata di maestrina nelle bidonville, tramava contro il regime all'interno di uno dei tanti gruppi di oppositori; e, questa è la novità rispetto a precedenti film sul genere, quella di uno dei suoi carcerieri, Felix, inquilino presso la famiglia di lei, sconcertante nella sua ordinarietà e insospettabilmente feroce tanto che ucciderà più di un prigioniero forzando i limiti dell'amperaggio che può sopportare un essere umano.

Mercoledì 22 aprile, ore 21
Spazio Off – Via Venezia 5 - Trento
Ingresso: 2 euro

Garage Olimpo
di Marco Bechis
co
n Antonella Costa, Carlos Echeverrìa, Dominique Sanda, Chiara Caselli
Ita/Arg, 1999, 89'

9.4.09

Mer 15 aprile, ore 21 - Brazil, di T. Gilliam


Terzo appuntamento con la rassegna di film organizzata dallo Spazio Off e da Amnesty International in attesa del debutto della nuova produzione Oz-Emit Flesti, in programma giovedì 23 aprile al teatro Cuminetti di Trento con 'La morte e la fanciulla', ultimo appuntamento della stagione 2008-2009 di TrentoOltre.
La rassegna è organizzata in collaborazione con Amnesty International, che introdurrà i quattro mercoledì in cui verranno proiettati i film allo Spazio Off, per sensibilizzare il pubblico sulla questione.

Dopo 'La notte delle matite spezzate', e 'Z – L'orgia del potere', si prosegue con il terzo titolo: mercoledì 15 aprile alle ore 21 'Brazil', visionario e geniale film del 1985 dell'inglese Terry Gilliam.
In un luogo qualunque del XX secolo, Sam Lowry è un anonimo impiegato, uno dei tanti che vivono la loro grigia esistenza nelle città sotterranee organizzate da un regime totalitario e onnipotente. O quasi onnipotente, perché il regime non ha alcun controllo sui sogni, in cui Sam si vede come un Eroe alato che vive una storia d'amore con una donna dalla forma angelica, salvandola da un enorme e cattivissimo mostro. Ma nel mondo reale uno scarafaggio - un bug - manda in cortocircuito i computer che governano la città e Sam accusa un innocente di essere il Nemico Pubblico Numero Uno. E finisce per incontrare la donna dei suoi sogni.
Sulla scia dell'orwelliano '1984' e con l'opera di Kafka bene in mente, l'ex Monty Python Terry Gilliam ci mostra un film carico di humour nero e sorprendente nella struttura drammaturgica come in quella visuale. Ricco di citazioni cinematografiche ma soprattutto di riuscitissime trovate comiche e di pungenti spunti satirici, "Brazil" è un'opera complessa e originale, spesso geniale.
Jonathan Pryce offre quella che è probabilmente la migliore interpretazione della sua carriera e Robert De Niro fa poco più di un cameo, riuscendo comunque a disegnare il proprio personaggio come l'unico vero Eroe del film, ben più importante del Sam onirico.
Nomination all'Oscar per sceneggiatura originale (di Gilliam, Tom Stoppard e Charles McKeown) e scenografie (Norman Garwood), oltre che per musica, suono e canzone.

Mercoledì 15 aprile, ore 21 Spazio Off – Via Venezia 5 - Trento

Brazil
di Terry Gilliam
con Jonathan Pryce, Robert De Niro, Katherine Helmond, Bob Hoskins, Ian Holm
Uk, 1985, 133'
Ingresso 2 euro

6.4.09

Mer 8 aprile, ore 21 - Z, l'orgia del potere, di C. Costa Gavras

Secondo appuntamento con la rassegna di film organizzata dallo Spazio Off e da Amnesty International in attesa del debutto della nuova produzione Oz-Emit Flesti, in programma giovedì 23 aprile al teatro Cuminetti di Trento con 'La morte e la fanciulla', ultimo appuntamento della stagione 2008-2009 di TrentoOltre.
La rassegna è organizzata in collaborazione con Amnesty International,
che introdurrà i quattro mercoledì in cui verranno proiettati i film allo Spazio Off, per sensibilizzare il pubblico sulla questione.
Dopo 'La notte delle matite spezzate', si prosegue con il secondo titolo:
mercoledì 8 aprile alle ore 21 con 'Z – L'orgia del potere', di Costantin Costa-Gavras, premio Oscar come miglior film straniero nel 1970.

Grecia 1963, un giovane magistrato che sta indagando sulla morte di un deputato pacifista scopre una cospirazione ordita dalla polizia. Pur essendo egli stesso figlio di un poliziotto, conduce una rigorosa inchiesta che lo porta a indiziare per l'omicidio alti ufficiali della polizia, Lo scandalo che ne segue porta alla caduta del governo conservatore in carica. Dopo alcuni anni, nel 1967, un colpo di stato, detto "dei colonnelli", instaura nel paese una feroce dittatura di destra che sopprime le libertà democratiche e, come recita la voce narrante nel finale,....contemporaneamente i militari hanno proibito i capelli lunghi, le minigonne, Sofocle, Tolstoi, Mark Twain, Euripide, spezzare i bicchieri alla russa, Aragon, Trotsky, scioperare, la libertà sindacale, Lurcat, Eschilo, Aristofane, Ionesco, Sartre, i Beatles, Albee, Pinter, dire che Socrate era omosessuale, l'ordine degli avvocati, imparare il russo, imparare il bulgaro, la libertà di stampa, l'enciclopedia internazionale, la sociologia, Beckett, Dostojevskij, Cechov, Gorki e tutti i russi, il "chi è?", la musica moderna, la musica popolare, la matematica moderna, i movimenti della pace, e la lettera "Z" che vuol dire "È vivo" in greco antico.

Il film nacque dall'incontro tra Costa-Gavras e lo scrittore Vassilis Vassilikos. Costa-Gavras contattò Vassilikos e gli propose una resa cinematografica del romanzo; quest'ultimo ne fu entusiasta. Una volta uscito, il film divenne un successo e passò alla storia come una delle opere più emblematiche dell'epoca. È ispirato agli avvenimenti che vanno dall'assassinio del deputato socialista greco Gregoris Lambrakis nel 1963 sino al colpo di stato nel 1967 da parte dell'esercito. Con la sua visione satirica sulla politica greca, con il suo umorismo nero e con il suo agghiacciante finale, il film cattura il senso di indignazione per la Dittatura dei colonnelli che governava la Grecia al momento in cui furono girate le riprese. Protagonista di Z è Jean-Louis Trintignant, che interpreta il ruolo del magistrato inquirente l'omicidio del deputato EDA; la sua figura si ispira a Christos Sartzetakis, che molti anni dopo diverrà Presidente della Grecia. Nel 1965 Sartzetakis fu inviato a Parigi per approfondire gli studi di legge, ma fu richiamato in Grecia dopo il golpe del 1967, dimesso dalla magistratura, perseguitato, torturato e imprigionato. Fu rilasciato nel 1971 a seguito di pressioni dell'opinione pubblica internazionale. Gli altri attori di fama internazionale sono Yves Montand, Irene Papas e Jacques Perrin, che ha anche co-prodotto il film.

Il calendario completo

  • Mer 1 aprile, ore 21, Spazio Off, via Venezia 5, Trento

La notte delle matite spezzate, di H. Oliver (Argentina, 1986)

  • Mer 8 aprile, ore 21, Spazio Off, via Venezia 5, Trento

Z – L'orgia del potere, di C. Costa Gavras (Francia, 1969)

  • Mer 15 aprile, ore 21, Spazio Off, via Venezia 5, Trento

Brazil, di T. Gilliam (Uk, 1985)

  • Mer 22 aprile, ore 21, Spazio Off, via Venezia 5, Trento

Garage Olimpo, di M. Bechis (Ita, 1999)


On-Off Teatro e On-Off Mercoledì sono iniziative realizzate con il sostegno della Cassa Rurale di Trento, della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, della Provincia Autonoma di Trento e della Vinoteca La Vis e Valle di Cembra.

2.4.09

Sab 4 e dom 5 aprile, ore 21 - C'è chi scende e c'è chi sale

Il mese di aprile si apre allo Spazio Off con un weekend all'insegna del teatro comico: arriva una vecchia conoscenza del Trentino. Di scena sabato 4 e domenica 5 aprile alle ore 21 'C'è chi scende e c'è chi sale', il monologo comico di e con il torinese Francesco Giorda, già vincitore nel 2006 del Festival di Regia Teatrale Fantasio Piccoli con un'originale ed esilarante rilettura del Don Giovanni di Molière.

Quante volte guardando uno spettacolo avete provato l’impulso di prendervi parte o il desiderio di essere voi lì a calcare la scena? Questo spettacolo che mai si ripete, assume le caratteristiche dei suoi protagonisti che da semplici spettatori divengono spettAttori: protagonisti grazie alla loro assoluta spontaneità e inconsapevolezza”.
Pubblico Co-protagonista di una buffa messa in scena che ruota intorno ad una scala e i suoi molteplici usi per sostenere i più disparati tentativi equilibristici dei protagonisti.
Francesco Giorda , artista di strada, clown ed equilibrista conduce il pubblico in un gioco coinvolgente attraverso numeri di equilibrismo su un monociclo di 2 metri e sketch di improvvisazione e clownerie pura col pubblico.
Giorda porta da oltre 10 anni i suoi spettacoli in giro per l’Europa. Vincitore del premio per la valorizzazione del teatro di strada in Italia, collabora da anni con la scuola di Circo Flic nella realizzazione di spettacoli di circo contemporaneo.


C'è chi scende e c'è chi sale” replica sabato 4 e domenica 5 aprile alle ore 21,
allo Spazio Off, in via Venezia 5 a Trento.

Ingresso: 8 € con degustazione offerta da Vinoteca La Vis e Valle di Cembra
Per prenotazioni: 340 689 56 13 – off@trentospettacoli.it - www.spaziooff.com