30.3.09

La notte delle matite spezzate, di H. Olivera - mer 1 aprile, ore 21

Torna il cinema allo Spazio Off: da mercoledì 1 aprile, una mini-rassegna di quattro film sul tema delle dittature e dei diritti civili, argomento su cui è incentrato lo spettacolo 'La morte e la fanciulla', nuovo debutto della compagnia OzEmitFlesti in programma giovedì 23 aprile al teatro Cuminetti di Trento.
La rassegna è organizzata in collaborazione con Amnesty International.

Il ciclo di film comincia mercoledì 1 aprile alle ore 21 con 'La notte delle matite spezzate, di Hector Olivera. Il film è del 1986, e racconta della vicenda di un gruppo di studenti argentini che, dopo il golpe militare del marzo 1976, vengono sequestrati e torturati dalla polizia politica con l'accusa di aver animato le lotte e le contestazioni studentesche. Un film particolare, che nelle intenzioni della rassegna serve come 'introduzione' al tema e al racconto della violenza per immagini.
La notte delle matite spezzate (titolo che fa riferimento alla notte del 16 settembre 1976, quando i golpisti argentini effettuarono una grande retata contro gli studenti delle Belle Arti che avevano guidato il movimento di protesta di qualche mese prima) è un film di denuncia delle atrocità commesse dalla giunta militare andata al potere in Argentina nel 1976. Si trattò di un sanguinario regime fascista che ha tristemente legato il proprio nome al fenomeno dei desaparecidos, cioè dei numerosi oppositori illegalmente sequestrati e successivamente soppressi senza nemmeno riconoscere loro il diritto al proprio cadavere.
L’entusiasmo dei protagonisti, felici per il successo ottenuto nella lotta per i loro diritti, segna la prima parte del film, che sembra un inno alla giovinezza spesa per la realizzazione degli ideali di giustizia, senza trascurare la dimensione tipicamente adolescenziale dei primi amori. Il passaggio da questo gioioso slancio giovanile all’inferno delle carceri segrete del regime avviene con traumatica repentinità e sconvolge le menti di persone che nemmeno potevano pensare all’esistenza di qualcosa di simile.
A questa tragedia si aggiunge l’angoscioso peregrinare delle madri delle vittime da un’istituzione all’altra (Chiesa compresa, la cui sostanziale complicità con il regime è sottolineata dal film) nella speranza di avere notizie dei loro cari. Sono il primo nucleo di quelle che diventeranno famose come le madri di Plaza di Mayo, che per anni continueranno a chiedere al governo notizie dei loro figli scomparsi.


Mercoledì 1 aprile, ore 21
Spazio Off - Via Venezia 5 - Trento

La notte delle matite spezzate,

di Hector Olivera
Argentina, 1986

Ingresso: 2 euro

24.3.09

Ducoli in concerto, mer 25 marzo, ore 21


Dopo i due live con il milanese Yuri Beretta e con Aronne Dell'Oro, allo Spazio Off si chiude il mini-ciclo dedicato alla musica dal vivo. Mercoledì 25 marzo, alle ore 21, di scena Ducoli, originale cantautore bresciano a metà tra jazz, folk e blues, tra le atmosfere di Paolo Conte, Tom Waits e Capossela.

Alessandro Ducoli nasce l’1 ottobre 1971 a Breno (Brescia). Nel 1996, con lo pseudonimo di Bacco il Matto, comincia la collaborazione musicale con il chitarrista Nicola Bonetti che porterà ad un’intensa attività live e alla produzione di due album: S. Marco (1999) e Cercatori d’oro (2000).
Nel 1998 la carriera solista del Ducoli prosegue e viene arricchita dalla presenza del chitarrista Mario Stivala, con cui costruisce le canzoni e gli arrangiamenti di Malaspina (1999), il suo secondo album solista, cui segue Anche io non posso entrare (2001). Nel 2001 la sua attività live inizia a concentrarsi sulla promozione dei suoi lavori solisti e, in compagnia del batterista Arcangelo Buelli e del contrabbassista Massimo Saviola dà vita al progetto La Banda del Ducoli (cui partecipano anche il chitarrista Lorenzo Lama e il pianista Renato Saviori). Questa collaborazione si consolida in uno spettacolo di grande interesse artistico e nell’uscita di Taverne, stamberghe, caverne (2003). Il lavoro è ben segnalato dalla critica e la Banda del Ducoli è finalista al Premio Città di Recanati (edizione 2004) e al Festival di Mantova (prima edizione).

Nel 2004, sempre in compagnia di Mario Stivala, inizia la stesura di un nuovo lavoro solita la cui produzione è affidata a Paolo Filippi del Cavò Studio di Bergamo per la Doublestroke Records. Il nuovo disco, Brumantica esce nel novembre del 2006 e vede la partecipazione del batterista Ellade Bandini, del contrabbassista Ares Tavolazzi, del pianista Alessandro Galati (arrangiatore del lavoro), del trombettista Fabrizio Bosso, oltre ad altri ospiti d’eccezione quali Sandro Gibellini e Tino Tracanna.

Parallelamente alla sua attività solista, il Ducoli ha dato vita a numerosi altri progetti tra cui Degeneration beat (2004; lavoro omaggio alla “prosa spontanea” e a Jack Kerouac realizzato con i Brother K e Mark Murphy, con cui è finalista al Premio Città di Recanati nell’edizione 2006), alle scorribande rock di Tonigh’s the day (2004, con i My Unlce the Dog), Jokerjohnny I e Jokerjohnny II, Easlylove, I leave my place ti the Bitches (2005, 2006, 2008, 2009; con gli Spanish Johnny). Da segnalare infine la collaborazione con Boris Savoldelli in Insanology in cui compaiono ospiti d’eccezione tra cui Mark Murphy e Marc Ribot.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Il prossimo appuntamento con On-Off Teatro è con “C'è chi scende e c'è chi sale” il 4 e 5 aprile, un monologo comico di e con Francesco Giorda.

19.3.09

Sab 21 e dom 22 marzo -Mi sono arreso a un nano -dalla vita di Piero Ciampi


Nel secondo weekend di teatro allo Spazio Off, di scena c'è Massimiliano Loizzi, della compagnia milanese Mercanti di Storie. Lo spettacolo si intitola 'Mi sono arreso a un nano', e si tratta di un suggestivo e poetico monologo ispirato alla vita del cantautore livornese Piero Ciampi.
'Mi sono arreso a un nano' nasce da un amore e da una passione particolare per i dimenticati, i lasciati, per Piero Ciampi, poeta in musica del vino e delle donne, cantautore di straordinario insuccesso, talento burbero in vita dimenticato e in morte tralasciato.
Uno spettacolo pensato ed ideato da Massimiliano Loizzi, qui autore ed interprete, per essere rappresentato ovunque, in qualunque luogo, un incastro fra il luogo, il tempo e il pubblico, in cui tutto avviene nel momento in cui avviene.
Tutto comincia con una lunga attesa: l’attore è seduto al centro di una scena vuota e nuda, aspetta in silenzio, accanto a lui il solo fisarmonicista. Aspetta sin quando una voce, un rumore, un qualcosa lo smuova dal suo taciturno attendere, desti la sua attenzione : da lì le sue parole prima bisbigliate, e poi pian piano urlate, rivelano i suoi perché, danno vita ad un susseguirsi ininterrotto di flussi di coscienza alterati ed ubriachi. Il pubblico diviene così non solo spettatore, ma anche protagonista suo malgrado, di un dialogo ininterrotto, catturato dalla vertigine del suo interlocutore.
La sua è un’attesa lunga anni, attesa di un amore perduto che non tornerà, destino di cui lui è a conoscenza, ma che si ostina ad ignorare, e ad aspettare, la sua è una storia d’amore che diviene pretesto per raccontarsi, parlare di sé, il suo rancore per una donna seduta tra la folla che lui addita ma che forse nemmeno c’è, è il rancore per la vita, che lo ha abbandonato, costretto a confessarsi ad occhi estranei e fugaci, rancore per un mondo vigliacco ma senza rimpianti . Un rancore stonato però senza aver mai voglia di perdere il gusto del ghigno e dello sberleffo.
Non si vuole invero raccontare la vita del poeta, piuttosto si vuole metterlo in scena, raccontarlo, attraverso alcuni suoi versi, riadattati, rimescolati, fra i più grotteschi, rarefatti e portare alla gente che lo ascolta un uomo il più vicino possibile all’immagine che abbiamo di lui e il suo racconto, ovvero un flusso ininterrotto, se non dai lunghi sorsi di vino, di parole, domande, riflessioni…
Un lavoro che volutamente non ha timore di sfondare la quarta parete ed anzi fa della sua energica improvvisazione e della comicità provocatoria una ragion d'essere, che ha creato un personale lavoro di ricerca proprio in quella dimensione metateatrale e priva di connotazioni che lo caratterizza, una serenata al contrario, ubriaca e pazza, una folle preghiera d’amore, "..è un miserere per me e per te che non abbiamo mai capito che dovevamo difenderci, perché quando gli uomini sono scemi, gli uomini sono nemici…”.
“Mi sono arreso a un nano” replica sabato 21 e domenica 22 marzo alle ore 21,
allo Spazio Off, in via Venezia 5 a Trento.
Ingresso: 8 € con degustazione offerta da Vinoteca La Vis e Valle di Cembra
Per prenotazioni: 340 689 56 13 – off@trentospettacoli.it - www.spaziooff.com

12.3.09

Mercoledì 18 marzo, ore 21: Aronne Dell'Oro in concerto

Ancora musica dal vivo nei mercoledì dello Spazio Off: mercoledì 18 marzo, alle ore 21, di scena Aronne Dell'Oro, folksinger e cantautore nato a Milano nel 1976. All'inizio degli anni '90 inizia la sua attività con la band Folkenublo, con cui sviluppa una propria visione musicale che si ispira principalmente a due grandissimi cantautori anglosassoni, Tim Buckley e Nick Drake.
Negli ultimi dieci anni sposta la sua rotta musicale e artistica verso il Mediterraneo, intrecciando l' esperienza maturata con Folkenublo alle tradizioni dell' Italia mediterranea (con particolare attenzione per il Salento, terra di origine della sua famiglia), alla tradizione arabo-andalusa e a quella greca.
Nel 2005 fonda l' ensemble Lu Nanniorcu con musicisti dell' area di Merano. Il suo attuale repertorio comprende arrangiamenti personali di canti delle campagne del meridione, villanelle del rinascimento napoletano, cantigas sefardite e spagnole e rivisitazioni dei cantautori più classici.
Per ascoltare qualche brano di Aronne Dell'Oro: http://www.myspace.com/aronnedelloro

Ingresso: 2 euro con consumazione inclusa.
Info: 340 689 56 13, off@trentospettacoli.it


9.3.09

Mer 11 marzo, ore 21 : Yuri Beretta in concerto

Riprendono i mercoledì dello Spazio Off: il mese di marzo comincia con tre concerti di spessore, il primo dei quali è quello di mercoledì 11 marzo, con il trentacinquenne cantautore milanese Yuri Beretta.
Già leader dei Genialando, con all’attivo un album dal titolo ‘Fluoricolori’ edito da nel ’99 da Cgd, e prodotto da Roberto Colombo (marito e produttore di Antonella Ruggiero), Yuri Beretta ha intrapreso da qualche anno una carriera solista improntata a ballate, canzoni graffianti, nel segno di un cantautorato mai banale, ironico, e intriso di teatralità.
Nel 2008 è uscito il suo primo disco solista, ‘La forza’, edito dall’etichetta indipendente Eclectic Circus, la stessa dei Marta sui Tubi, con 11 tracce, da cui è stato tratto un fortunato singolo, ‘Innamorati stipendiati’, pubblicato il 14 febbraio dello scorso anno.
Da allora Yuri Beretta ha suonato in molti locali e club di tutta Italia (La Casa 139, Le Scimmie, l’Arci Simonetta, La Salumeria della Musica di Milano, le Officine Sonore di Vercelli, il Bloom di Mezzago, e il Circolo Masetti di Bolzano).
Ha al suo attivo anche un lavoro teatrale ispirato alla fiaba di Hansel e Gretel.

3.3.09

Sogno di una notte di mezza estate, ven 6, sab 7 e dom 8, ore 21

Tre repliche di fila (da venerdì 6 a martedì 10 marzo alle ore 21) per il debutto del nuovo lavoro di Carmen Giordano, prodotto da EstroTeatro con alcuni tra gli attori più promettenti della scuola. Dopo il fortunato lavoro sull'Amleto portato in scena l'anno scorso, la compagnia ha ripreso a lavorare su Shakespeare, scegliendo questa volta una commedia, il 'Sogno di una notte di mezza estate'.
Nella rilettura e riscrittura di Carmen Giordano, il testo è stato rivisitato in chiave contemporanea, portano la scena all'interno di una discoteca del futuro, la “Athene 3000”, luogo di svago e di evasione collettiva, dove “gli uomini sognano ad occhi aperti e vivono ad occhi chiusi”, dice la regista a proposito del suo allestimento.
In scena undici attori della scuola EstroTeatro, ormai giunti al termine del loro percorso formativo e pronti per calcare le scene con una regista Carmen Giordano, diplomata all'Accademia di arte drammatica di Milano Paolo Grassi, e già vista con 'La porta aperta' a Trento, al teatro San Marco lo scorso novembre.
Nel 'Sogno' che il pubblico dello Spazio Off vedrà in scena, il mondo delle fate diventa il mondo della psichedelia e delle allucinazioni, dove i fiori e le bacche del testo di Shakespeare diventano droghe e pasticche. Il lavoro è frutto del lavoro di improvvisazione tra gli attori della compagnia: in scena pochi oggetti, ma in compenso molta musica, tra le ultime hit house e techno del momento, il 'Tempo delle mele' e 'Dancing Queen' degli Abba.

Diretti da Carmen Giordano, in scena ci saranno Aurora Weber, Adele Pardi, Virginia Paparozzi, Daniele Saguto, Francesca De Pretis, Franca Pisetta, Gabriele Zanon, Claudia Manna, Maria Vittoria Barrella e Francesca Guardini.