23.2.09

FUORI STAGIONE: 'Scene da un matrimonio', sabato 28 febbraio, ore 20,45 - Teatro di Volano (Tn)


Un ritorno atteso per “Scene da un matrimonio”, la co-produzione Oz-Emit Flesti per la regia di Rocco Sestito e l'interpretazione di Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa.
‘Scene da un matrimonio’ è uno dei nove spettacoli selezionati per il concorso del Festival Nazionale Sipario d’Oro, grazie soprattutto ai premi ottenuti nei festival di tutta Italia e il fortunato debutto al teatro Cuminetti di Trento il 18 e 19 aprile 2008.
La pièce ha intrapreso in tutto il 2008 una impegnativa tournée nei teatri e nei festival di tutta Italia, che l'ha portato a vincere il premio come miglior spettacolo a tutti i concorsi a cui ha preso parte. A Macerata Teatro si è aggiudicato il premio come miglior spettacolo, come miglior regia (Rocco Sestito) e come miglior attrice (Maura Pettorruso); a Gorizia il primo premio assoluto come miglior spettacolo, miglior attore (Alessio Dalla Costa) e miglior attrice (Maura Pettorruso), oltre ai premi ottenuti al Festival Sele d'Oro di Oliveto Citra (Salerno), al Festival Sorgenti dell'Esino di Esanatoglia (Macerata) e al Festival di Guardia Sanframondi.

La Pettorruso e Dalla Costa se la dovranno vedere con altre importanti compagnie italiane, da Estravagario Teatro, alla Compagnia Giorgio Totola, al Gad Città di Trento e al Gad Città di Pistoia. Scene da un matrimonio è il primo spettacolo in concorso, mentre la serata delle premiazioni è fissata per venerdì 3 aprile all’Auditorium Fausto Melotti di Rovereto.

La compagnia Oz-Emit Flesti non è nuova ai successi al Sipario d’Oro: clamoroso il risultato dell’edizione 2003, quando Emit Flesti si aggiudicò il primo premio assoluto regionale (oltre al premio a Rocco Sestito per la migliore regia) con ‘Jacques e il suo padrone’, mentre il premio nazionale – distinzione poi abolita nell’edizione successiva – non venne assegnato, ad indicare una supremazia netta rispetto alle compagnie provenienti da fuori regione.

Al Sipario d’Oro, Maura Pettorruso ha già vinto il premio come miglior attrice con ‘Il re muore’ e il premio come miglior regia con ‘Andy e Norman’, mentre Alessio Dalla Costa si è aggiudicato il premio come miglior attore non protagonista nell’edizione 2004 con ‘Rosencrantz e Guildesten sono morti’.

Intanto, continua il lavoro in vista della nuova produzione 2009 della compagnia Oz-Emit Flesti: 'La morte e la fanciulla', per la regia sempre di Rocco Sestito e con in scena sempre Alessio Dalla Costa e Maura Pettorruso, debutterà nella stagione TrentoOltre al teatro Cuminetti di Trento il 23 aprile 2009, ma il nuovo spettacolo ha già in calendario date in tutta Italia frutto dei premi e della credibilità conquistatasi con 'Scene da un matrimonio'.

19.2.09

Bartleby lo scrivano, sab 21 e dom 22 febbraio, ore 21


Secondo appuntamento di febbraio per On-Off 2009: dopo 'Tana libera tutti', in scena per le due serate di sabato 21 e domenica 22 febbraio “Bartleby lo scrivano”, tratto dal racconto di Herman Melville, per l'adattamento di Marzia Todero, la regia di Irene Lamponi e l'interpretazione di Denis Fontanari, Christian Renzicchi e Alberto Dall'Abaco (produzione AriaTeatro).

Tre tavoli, tre sedie e un attaccapanni ci portano all'interno di uno studio legale nella New York di metà Ottocento. Presso lo studio legale dell'avvocato (Denis Fontanari), narratore della storia, lavora il focoso Turkey (Christian Renzicchi), personaggio che porta sulle sue spalle tutto il versante comico della prima parte della vicenda. L'assunzione di Bartleby (Alberto Dall'Abaco) sconvolge la vita dell'ufficio e la storia inizia la sua vorticosa e ineluttabile spirale mettendo in scena l'ultimo tratto della vita di Bartleby, un uomo insolito, riservato, che dietro poche parole nasconde un'enorme sensibilità. A prima vista l'apparente fissità del suo procedere, lo sguardo spento possono far pensare ad un uomo vuoto, in realtà Bartleby è un uomo che è stato svuotato da ciò che è stata la sua vita. Una vita che gli ha insegnato che tutto corre verso la morte, proprio come quelle lettere che per lungo tempo si è trovato a dover smistare, lettere cariche di speranza mai giunte ad alcun destinatario. L'incontro tra l'avvocato e lo scrivano si apre con un'iniziale distanza tra i due; l'avvocato sulle prime non riesce a comprendere il mondo che Bartleby racchiude in sé ma riesce a cogliere solo quello che lo scrivano fa emergere attraverso i suoi scarni “preferirei di no”; a mano a mano che il rapporto procede, però, l'avvocato inizia a subire il curioso fascino di quest'uomo silenzioso.

Bartleby lo scrivano, come altri esempi letterari sul Doppelganger, racchiude in sé l'intollerabile presentimento dell'alterità come elemento destabilizzante. La storia inizia proprio quando l'altro irrompe, con le caratteristiche di un'allucinazione, nella vita dell'avvocato, protagonista del racconto. La persecutorietà, il parassitismo depressivo e la prepotenza con cui il doppio (Bartleby) impone la propria presenza è la strategia che l'autore utilizza per riuscire a mettere in scena il dramma dell'umanità. Giacché tutta l'umanità vi è rappresentata: la soggettività razionale retta da un eccessivo principio di realtà (avvocato), la furiosa passionalità di una vita inconsapevole (Turkey) tentano il doloroso ricongiungimento con la propria Ombra; con la componente dell'umanità che loro stessi celano. All'avvocato in particolare è richiesta un'apertura all'amore esistenziale che, prescindendo da quello classista e caritatevole, realizza un graduale avvicinamento alla propria imperfetta umanità. L'ombra attacca l'antica e rassicurante immagine narcisistica del protagonista e la ferisce mostrando i difetti e le difficoltà sclerotizzanti di accogliere gli altri dentro di sé: la più grande piaga che infetta le relazioni umane nelle micro come nelle macro strutture. Ecco, forse l'aspetto più scandaloso, ma anche liberatorio, dell'Ombra è proprio questo: riappropriarsi attraverso di essa della capacità di dissentire e di correre il rischio del caos che nasce dall'accettazione dell'altro. La pace che ci consente di fare con la depressione che si cela dietro ad ogni narcisismo individuale e collettivo dell'apparire.

Alberto Dall'Abaco, Denis Fontanari, Irene Lamponi e Christian Renzicchi, si sono formati alla Scuola di Recitazione “Giovanni Poli” presso il Teatro a l'Avogaria di Venezia. Marzia Todero, poetessa, scrittrice trentina, ha pubblicato La poetica della follia, Mistika, La poetica dei cicli, per il teatro ha scritto Unam Sanctam, La quarta poetica.

Ingresso: 8 euro con degustazione oiferta da Vinoteca La Vis
Info e prenotazioni: 340 689 56 13 - off@trentospettacoli.it

12.2.09

Mer 18 febbraio, ore 21 - Spolpo Files


Musica e libri allo Spazio Off mercoledì 18 febbraio. Ad accogliere il pubblico questa volta ci sarà infatti Paolo Crazy Carnevale, scrittore bolzanino, con il suo libro dedicato alla gloriosa Spolpo Blues Band, che nel 2008 ha celebrato i suoi 25 anni di attività live, e che suonerà dal vivo il suo inconfondibile set tra blues, rock'n'roll e rhythm'n'blues.

La Spolpo Blues Band nasce a cavallo tra il 1981 e il 1982. Fondatore e membro storico della band è il cantante Agostino Accarrino: la formazione attuale è rimasta invariata dal 2000, con l'ultimo arrivato Alex Trebo, pianista prodigio del blues altoatesino. In questi 25 anni di carriera hanno suonato quasi dappertutto in Alto Adige, ma anche in Trentino, in altri locali del nord Italia, in Austria e in Baviera. Nel 2007 hanno celebrato il loro “giubileo” con un superconcerto a Castel Firmiano, ospiti d'onore di Reinhold Messner e del suo museo della montagna, con decine di ospiti ed amici che hanno condiviso il palco con loro. Da quel concerto è stato tratto un dvd con un documentario che ha anche ricevuto il South Tyrolean Music Award per il miglior video musicale.

Paolo Crazy Carnevale, bolzanino, è da sempre appassionato di musica rock. Ha cominciato a seguire i gruppi bolzanini all’epoca della sua collaborazione con Radio Tandem, negli anni Ottanta. Dieci anni dopo è entrato a far parte della redazione di Noise, la prima rivista dedicata alla scena musicale locale altoatesina. Nello stesso periodo ha scritto anche per la fanzine Refugee, pubblicata a Bologna, e per Tam Tam. Attualmente scrive di rock per la rivista Late For The Sky e segue la scena locale per il Coooorriere dell’Alto Adige, dorso bolzanino del Corriere della Sera.
Ha pubblicato opere di narrativa per Sperling & Kupfer e Traven Books.

9.2.09

Una vita da non archiviare, mer 11 febbraio, ore 21


Mercoledì 11 febbraio alle ore 21, di scena allo Spazio Off di via Venezia 5 a Trento il toccante docu-drama prodotto da Kr Movie, “Giannantonio Manci, una vita da non archiviare”.
Il film, a metà tra fiction e documentario, è stato scritto e diretto da Luca Bergamaschi e Katia Bernardi, e prodotto da Assessorato alla cultura della Provincia Autonoma di Trento e da Fondazione Museo Storico del Trentino.
Un film biografico attento a ricostruire la figura di Giannantonio Manci (Trento, 14 dicembre 1901 ­ Bolzano, luglio 1944), uno dei massimi esponenti dell’antifascismo trentino, arrestato dalla Gestapo e sottoposto ad estenuanti interrogatori e atroci torture, in seguito alle quali decise di togliersi la vita: una lettura attenta non solo alla sua dimensione politica ma anche etica e umana.

Katia Bernardi
si laurea al DAMS di Bologna in Storia del cinema con una tesi dal titolo “I piccoli maestri di Daniele Luchetti. Dal soggetto al film. Diario di lavorazione e backstage” con la quale ha conseguito il Premio “Under 30” al Festival internazionale di backstage di Bologna (1998) e Premio per la tesi di laurea al “Premio cinematografico Sacchi per le migliori tesi europee di argomento cinematografico di Roma, 1999.
Ha lavorato per la casa di produzione pubblicitaria FILMMASTER di Roma nella realizzazione di backstage per spot pubblicitari come Tim, Sector e San Bitter e per la casa di produzione COLORADO FILM di Gabriele Salvatores, per la quale ha realizzato i backstage degli spot Nescafè, Lotto, Banca San Paolo, Pagine Gialle e la videocronaca per Katawebcinema del film “Denti” di Gabriele Salvatores. Ha lavorato due anni come editor televisivo per il programma ACTION per il canale satellitare Cinecinema di Tele+. Dal 1999 ha scritto e diretto diversi spot pubblicitari per promuovere le attività dell’Assessorato alla cultura della provincia di Bolzano, trasmessi sia nelle televisioni regionali che proiettati nei cinema. Nel 2001 ha ideato e curato la regia per il programma televisivo STORIE DELL’ARTE dedicato a cinque maestri dell’arte contemporanea: Burri, Fontana, Severini, Veronesi e Franchina (menzione speciale al BrixenART film Festival, 2006). Tiene diversi seminari in regione sui processi di realizzazione di un film, di uno spot pubblicitario e sui media, realizzando per ogni corso un video. Docente nei Corsi di formazione post diploma organizzati dal Fondo sociale Europeo tiene seminari su diverse tematiche tra le quali il disagio giovanile. Il Video MPM (Mente, Percezione, Memoria) ha ottenuto il primo Premio all'International Video Festival for Student di Gorizia nel 2001. Ha tenuto delle lezioni sui processi creativi e realizzativi di documentari presso l’università DAMS di Bologna e la Facoltà di Arte e Design di Venezia.
Nel 2004 fonda la casa di produzione KR MOVIE con Rudy Concer, con la quale realizza la seconda serie del programma televisivo STORIE DELL’ ARTE dedicato ai maestri dell’ arte contemporanea: Schifano, Accardi, Melotti, Afro, Rotella, video che sono stati selezionati al ROMARTDOCFEST e al Brixenartfest di Bressanone. Nel 2005 ha realizzato in collaborazione con RAI 3 Bolzano il reportage PAKISTAN AVENUE sulla comunità pakistana in Alto Adige. Nel luglio 2005 ha ideato e diretto ZUM TODE, un documentario sulla resistenza trentina con la partecipazione di Arnoldo Foà, prodotto in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento, in collaborazione con il Progetto memoria del Museo storico di Trento. Il documentario è stato selezionato al Trentofilmfestival e al Kathmandu International Mountain FilmFestival, 2007.
Ha scritto e diretto il documentario SIDELKI (badanti) sulla condizione delle badanti russe in Italia, prodotto dall’Assessorato alla Cultura di Trento (2007), selezionato al festival Sguardi Altrove di Milano. Ha scritto e diretto la terza serie del programma televisivo STORIE DELL’ARTE3 – cinque personaggi in cerca d’artista (2007). Selezionato al festival Internazionale di documentari d’arte di Bergamo e al VAMfest di Vercelli.
Ha scritto e diretto il programma televisivo MANIFESTA 7, magazine di informazione e approfondimento, dedicato alla grande kermesse europea di arte contemporanea. Il programma televisivo è stato prodotto dall’Assessorato alla cultura della Provincia autonoma di Trento (in onda sul portale di arte contemporanea www.undo.net, luglio 2008). Ha scritto e diretto lo spot pubblicitario Aspettando Manifesta, prodotto dall’Assessorato alla cultura di Bolzano ed ha curato la regia del ciclo di Serate e pagine a tema dedicate alla biennale di arte contemporanea.
Ha scritto e diretto, unitamente a Luca Bergamaschi, il film- documentario :Giannantonio Manci, una vita da non archiviare, prodotto dall’Assessorato alla cultura di Trento e Fondazione Museo Storico del trentino, 2008. Scrive di cinema per le pagine trentine del “Corriere della Sera”. Nel giugno 2006 è stata insignita del premio “Un personaggio per il futuro” al premio “Il trentino dell’anno”. In fase di lavorazione il documentario Sloi. La città degli invisibili.

RODOLFO CONCER

Lavora da 15 anni nel settore degli audiovisivi come cameraman e montatore. Dipendente dal 1993 al 2002 presso la casa di produzione SIRIO FILM di Trento, ha collaborato collabora con varie case di produzione di Trento: SIRIO FILM, ARCHIMEDIA, VIDEOFRAME MULTIMEDIA. Ha realizzato le riprese per TG1,TG2,TG3 e per programmi televisivi nazionali come SERENO VARIABILE, LA VITA IN DIRETTA, SUPERQUARK, LA DOMENICA SPORTIVA, A SUA IMMAGINE. Ha lavorato per i seguenti canali satellitari: RAISAT GAMBERO, RAI INTERNATIONAL, STREAM. Ha realizzato le riprese per diversi filmati messi in onda sulle reti nazionali: OVERLAND, FRONTIERE (POLO NORD, NORVEGIA). Ha realizzato le riprese per filmati istituzionali ed industriali.

5.2.09

Dom 8 febbraio, Tana libera tutti, ore 21


Torna allo Spazio Off ‘Tana libera tutti’ dopo il successo del dicembre 2007. A metà febbraio Mirko Corradini, regista e direttore della scuola Estroteatro, tornerà in Uganda per continuare il progetto di educazione teatrale avviata nel 2007 e da cui è scaturita proprio l’idea dello spettacolo ‘Tana libera tutti, il mondo capovolto’, scritto e diretto da Maura Pettorruso e interpretato da Mirko Corradini. Il terzo viaggio di Corradini in Uganda durerà un mese: l’obiettivo è formare i ragazzi che parteciperanno al laboratorio teatrale organizzato da Estro Teatro e l’Associazione OmbreNelMondo, per dare loro la possibilità di dare vita a una compagnia teatrale stabile che possa allestire autonomamente propri spettacoli e farli girare nelle città e nei villaggi dell’Uganda.

Dice l’autrice e regista Maura Pettorruso: “Nell'aprile del 2007, Mirko Corradini, regista teatrale dell'occidente impegnato, compie il suo primo viaggio nel nord di quell'Africa centrale chiamata "terra ugandese". Compie un viaggio e ritorna nel suo occidente impegnato con un altro viaggio nella mente: che qualcuno in più conosca quel mondo capovolto dove lui, e molti altri, si sono scottati l'anima.
E banalmente qualcuno potrebbe domandarsi "Ma lì - laggiù - è tutto capovolto perché è il mondo sotto l'equatore? Perché la gente sta a testa in giù, e non fa bene ai pensieri?"

Lì il mondo è capovolto.
Quello che per noi è il surreale, lì diventa realtà.
Quello che per noi è anormale, lì diventa normalità.
Quello che per noi è illogico, lì assume la sua rigorosa logicità.
Ciò che per noi è scontato, lì viene venduto a caro prezzo”.

Tana libera tutti è un racconto sull'infanzia negata, sulla vita passata a nascondersi per non essere inghiottiti dalla notte, su una tragedia talmente grande da non poter essere compresa.
Mirko, attore unico, si svelerà nei panni di un giovane ugandese, parlerà la voce del capo dei ribelli,
detterà le leggi del capo dello stato, vestirà i panni dei fantasmi che camminano affianco ai profughi: l'aids, la fame, l'identità negata.
Un lungo racconto per raccontare.
Per farsi voce di un grido che da troppo tempo si strozza muto nella gola del popolo ugandese.

La stagione di teatro “On-Off” riprende sabato 21 e domenica 22 febbraio con “Bartleby lo scrivano”, per la regia di Irene Lamponi e la produzione Ariateatro.

Il prossimo appuntamento con i mercoledì dell'Off è per mercoledì 11 febbraio, con il docu-drama “Una vita da non archiviare”, ispirato alla vita dell’eroe della resistenza trentina Gianantonio Manci, prodotto da KR Movie in collaborazione con la Privincia Autonoma di Trento e con il Museo Storico in Trento..

On-Off Teatro e On-Off Mercoledì sono iniziative realizzate con il sostegno della Cassa Rurale di Trento, della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, della Provincia Autonoma di Trento e della Vinoteca La Vis e Valle di Cembra.

Ingresso: 8 euro con degustazione offerta da Vinoteca La Vis