30.10.08

4.48 di S. Kane. Con Cinzia Scotton, regia di Mirko Corradini

Venerdì 31 ottobre, sabato 1 e domenica 2 novembre – ore 21

4.48

di Sarah Kane

con Cinzia Scotton
regia di Mirko Corradini

Produzione Estroteatro

Ultime tre repliche allo Spazio Off di via Venezia per “4.48” di Sarah Kane, la nuova produzione di EstroTeatro.

Ecco le note di regia del regista, Mirko Corradini:
“Ogni tanto ti succede di leggere un testo teatrale.
Ogni tanto ti succede di incontrare un’attrice.
Ogni tanto ti succede di pensare a quel testo teatrale ed a quell’attrice contemporaneamente.
A me è successo.
Così è nato il nostro “4.48”.
Sarah Kane scrive di morte. Di sesso. Di violenza. Di suicidio. Scrive senza filtri.
È trasparente in ogni suo sentimento.
Sarah Kane esprime amore, odio, dolore, angoscia, desiderio, con una franchezza tanto lucida e vera da poter essere definita candida.
Candida come il bianco.
Sarah Kane ti investe come un fiume in piena.
Con una forza che solo l’acqua sa avere.
Il nostro 4.48 nasce da questi tre elementi: TRASPARENZA, BIANCO, ACQUA.
La trasparenza di una camera di sicurezza per persone che hanno tentato il suicidio: senza più intimità, sottoposti all’incessante pressione dello sguardo clinico. Osservati da tutti, giudicati da tutti. E ognuno giudica da un punto di vista diverso: il proprio punto di vista
Una stanza tanto bianca quanto inespressiva.
Una stanza dove le parole si trasformano in acqua, in sangue, in amore, in speranza. In tende che si chiudono per sempre.
"4.48" è il grido silenzioso di chi ha troppa voglia di vivere, la lucidità di chi ha deciso di morire, la consapevolezza di chi ha scelto di non farcela più, la disperata confessione di chi ha troppa paura di soffrire ancora.
L’ultima supplica di chi ha troppo amore da dare. E troppo da chiedere.
Non ho nessuna voglia di morire. Nessun suicida ne ha mai avuta”.

4.48” nasce da uno studio su Sarah Kane (che proseguirà con la messa in scena di “Phaedra’s love”): uno studio sulla sofferenza della donna, vista con gli occhi di un uomo.
Oggi questo studio, grazie ad un’attrice, si è trasformato in uno spettacolo".

Ingresso: 8 € con degustazione offerta da Vinoteca La Vis e Valle di Cembra
Per prenotazioni: 340 689 56 13 – off@trentospettacoli.it
(prenotazione vivamente consigliata, i posti disponibili sono al massimo 20)

27.10.08

On-Off mercoledì: Johann Nortje - Vernissage di "Amniotic Dreams", mer 29 ottobre, ore 22,30


Partono con un evento più unico che raro i “nuovi” mercoledì dello Spazio Off. Abbandonata la formula del cineforum delle stagioni precedenti, lo Spazio Off si apre a nuovi linguaggi e a diverse forme d'arte.
Per il primo appuntamento di “On-Off mercoledì”, questo il nome della rassegna che si affianca a “On-Off Teatro”, la rassegna di spettacoli teratrali che ha preso il via venerdì 17 ottobre, arriva a Trento Johann Nortje. Il ventottenne artista sudafricano sarà presente allo Spazio Off nella serata di mercoledì, per illustrare le sue opere e la sua mostra “Amniotic Dreams”, curata da Eva Lavinia Maffei, e parlare con la critica e con il pubblico dell'arte contemporanea, cresciuto in quantità e in qualità dopo Manifesta7. L'evento vuole infatti chiudere simbolicamente la fine della biennale europea d'arte contemporanea ospitata da luglio a novembre in Trentino e in Alto Adige: l'Associazione Rosa, che a luglio aveva organizzato con grande successo il parallel event “Città al muro”, si è mossa in collaborazione con lo Spazio Off e con la Galleria Arte Boccanera Contemporanea per offrire al pubblico trentino e non solo un evento speciale.
Dopo la serata allo Spazio Off, l'inaugurazione completa della mostra si terrà giovedì 30 ottobre alle ore 19, alla Galleria Arte Boccanera Contemporanea, a Trento in via Milano 128. La mostra sarà visitabile in Galleria fino al 6 dicembre, dal martedì al sabato con orari 11-13 e 16,30-19; domenica, lunedì e festivi su appuntamento.

Johann Nortje - “Amniotic Dreams”

Il giovane, ma geniale, artista sudafricano Nortje presenterà a Trento un’originale interazione tra fumetto e scultura: i protagonisti “escono” dal fumetto per prendere una forma tridimensionale. In Sud Africa i comics, i fumetti, hanno una lunga storia e sono famosi in tutto il mondo; gli artisti sudafricani sono fra i detentori dell’avanguardia di questa specialità nel mondo artistico internazionale. Quello che l’emergente Johann Nortje presenterà a Trento sarà un’interpretazione di questa disciplina tutta nuova e originale, tra racconto, pittura e scultura: tre differenti media che si intrecciano in uno solo. L’esposizione avrà infatti la singolarità di presentare così una storia raccontata attraverso comic pages dell’artista realizzate con inchiostri e acrilici su cartone, dalle quali prenderanno scaturiranno delle vere e proprie opere scultoree in ferro. L’opera di Nortje racconta un modo geniale e fantastico di ricostruire la propria esistenza interiore ed esteriore, in una situazione difficile come quella dell’apartheid. La separazione tra persone che si sentono diverse è comune a tutte le società e “Amniotic Dreams” è il sogno possibile dell’emancipazione completa da un sistema che tende a schiacciare le anime. Il protagonista del fumetto riesce a trasformarsi in un gigantesco condor, simbolo di forte libertà e consapevolezza. I sogni amniotici sono i sogni che avvengono nell’utero, prima della nostra nascita, dopo la concezione. Quello è il momento in cui - secondo l’opera comic di Nortje - noi decidiamo chi e cosa stiamo per diventare, cioè decidiamo già che vita condurremo. L’artista ama il concetto per cui nulla è mai introvabile, irraggiungibile o impossibile, poiché, secondo lui, se noi pianifichiamo le nostre vite, possiamo già pianificare i nostri “esami”. Questo è un modo per raggiungere le nostre vittorie senza fallire, poiché ci mettiamo nell’ordine delle idee di imparare da esse. La combinazione tra comic e sculture è necessaria perché le sue opere tridimensionali sono troppo aperte alle percezioni e rischierebbero di essere interpretate seconde le visioni del visitatore; in questa originale rappresentazione l’artista ne “limita” la lettura e percezione dando loro una storia di accompagnamento in forma di comic, in modo che le si guardi con in mente la loro “storia”. Il comic è in bianco, nero e grigio, perché nulla nella realtà è come l’artista ritiene che sia. Lui cerca di mostrare che questo mondo è una grande area grigia piuttosto che fatto di buono e cattivo come noi solitamente lo percepiamo; può essere per lo più una miscela dei due, ma i nostri occhi focalizzano sempre una sola parte, e invece dobbiamo imparare che quello che guardiamo non è mai tutto bianco o tutto nero , bensì quasi sempre un insieme dei due. Il suo messaggio principale, sottolineato in “Amniotic Dreams” è che chiunque tu sia e ovunque tu sia, non sei mai una vittima. Nemmeno se ti poni tu in una situazione di vittimismo; semplicemente perché sei tu che hai deciso dove essere, anche se non credi nella visione dell’artista della scelta prima della nascita, la tua vita è sempre e comunque il risultato delle tue scelte. La sua opera è incentrata sull’importanza dell’emancipazione dal dolore del contrasto, nell’ottica di evidenziare una via per rinascere, ricostruendo “un liquido amniotico” nel quale ci si potrà trasformare e liberare dal dolore.

Johann Nortje è nato a Pretoria nel 1980 dove vive e lavora. uno dei più promettenti giovani artisti del Sud Africa; la sua opera e la sua persona incarnano uno degli sviluppi più interessanti dei contrasti tra bianchi e neri del pianeta. Anche a livello sociologico la sua opera racchiude il senso della consapevolezza della diversità. Nortje è uno di quegli artisti sudafricani bianchi che sa di essere bianco ma si sente anche un po’ nero.

12.10.08

4.48 di S. Kane. Con Cinzia Scotton, regia di Mirko Corradini

Giovedì 23, venerdì 24, sabato 25, domenica 26 – ore 21

4.48

di Sarah Kane

con Cinzia Scotton
regia di Mirko Corradini

Produzione Estroteatro

Ancora quattro repliche allo Spazio Off di via Venezia per “4.48” di Sarah Kane, la nuova produzione di EstroTeatro.

Ecco le note di regia del regista, Mirko Corradini:
“Ogni tanto ti succede di leggere un testo teatrale.
Ogni tanto ti succede di incontrare un’attrice.
Ogni tanto ti succede di pensare a quel testo teatrale ed a quell’attrice contemporaneamente.
A me è successo.
Così è nato il nostro “4.48”.
Sarah Kane scrive di morte. Di sesso. Di violenza. Di suicidio. Scrive senza filtri.
È trasparente in ogni suo sentimento.
Sarah Kane esprime amore, odio, dolore, angoscia, desiderio, con una franchezza tanto lucida e vera da poter essere definita candida.
Candida come il bianco.
Sarah Kane ti investe come un fiume in piena.
Con una forza che solo l’acqua sa avere.
Il nostro 4.48 nasce da questi tre elementi: TRASPARENZA, BIANCO, ACQUA.
La trasparenza di una camera di sicurezza per persone che hanno tentato il suicidio: senza più intimità, sottoposti all’incessante pressione dello sguardo clinico. Osservati da tutti, giudicati da tutti. E ognuno giudica da un punto di vista diverso: il proprio punto di vista
Una stanza tanto bianca quanto inespressiva.
Una stanza dove le parole si trasformano in acqua, in sangue, in amore, in speranza. In tende che si chiudono per sempre.
"4.48" è il grido silenzioso di chi ha troppa voglia di vivere, la lucidità di chi ha deciso di morire, la consapevolezza di chi ha scelto di non farcela più, la disperata confessione di chi ha troppa paura di soffrire ancora.
L’ultima supplica di chi ha troppo amore da dare. E troppo da chiedere.
Non ho nessuna voglia di morire. Nessun suicida ne ha mai avuta”.

4.48” nasce da uno studio su Sarah Kane (che proseguirà con la messa in scena di “Phaedra’s love”): uno studio sulla sofferenza della donna, vista con gli occhi di un uomo.
Oggi questo studio, grazie ad un’attrice, si è trasformato in uno spettacolo".

Ingresso: 8 € con degustazione offerta da Vinoteca La Vis e Valle di Cembra
Per prenotazioni: 340 689 56 13 – off@trentospettacoli.it
(prenotazione vivamente consigliata, i posti disponibili sono al massimo 20)

9.10.08

Sabato 11 ottobre: Opening Spazio Off


Per la serata inaugurale della nuova stagione On-Off dello Spazio Off di via Venezia 5, a Trento, in programma un doppio appuntamento. Alle 18 viene inaugurata la mostra fotografica di Michele Trotter, giovane reporter trentino impegnato in diversi progetti in Uganda e in Africa. A seguire, la serata prosegue con un dj set con dj Elfo, uno dei più quotati e noti dj in Trentino, già protagonista delle serate a Drodesera 2008, e dj Mauretto.


Le immagini della mostra di Michele Trotter, inserita nella dieci giorni GET (Gulu – Estro – Trento) organizzata dall'Associazione Ombrenelmondo in collaborazione con Estroteatro, raccontano lo svolgimento della seconda fase del progetto di Cooperazione allo Sviluppo e Scambio Culturale “EstroinGulu” attuata nel corso del 2008 a Gulu, in nord Uganda. L'esposizione, finanziata dall'Assessorato Emigrazione e Solidarietà Internazionale della Provincia di Trento, sarà aperta al pubblico fino a venerdì 17 con orario dalle 17 alle 22.

Da venerdì 17 parte invece la stagione di spettacoli teatrali: “On-Off” prenderà il via con il debutto della nuova produzione EstroTeatro: “4.48”, monologo dell'autrice inglese Sarah Kane, per la regia di Mirko Corradini e l'interpretazione della giovanissima attrice trentina Cinzia Scotton (22 anni).

Fotoreporter e presidente dell’Associazione Culturale “Ombre nel mondo”, dopo aver collaborato nel 2003 con l’Ente Parco di Paneveggio – Pale di S. Martino – Tonadico (TN) e aver esposto a Biella, si reca per la prima volta in Uganda a gennaio 2004 dove realizza un reportage sui profughi nord ugandesi a Lira e Soroti. Nel 2006 torna in Uganda per realizzare un reportage a Gulu, seguito da un secondo nella regione degli Ituri in Repubblica Democratica del Congo e da un terzo in Madagascar da Antananarivo a Betafo, Fianaransoa, Tuleara e Ankililoaka. Lo stesso anno tiene un workshop di fotografia ad Hebron in Palestina in collaborazione con il Servizio Civile Internazionale; nello stesso periodo realizza un reportage sull'occupazione.
Nei primi mesi del 2007 si reca nuovamente in Uganda a Gulu e Moroto e realizza inoltre alcuni reportage in Etiopia a Gambella, Adua e Makalle. Rientrato in Italia pubblica, in collaborazione con il videomaker Pietro Luzzati, con il Comitato di Solidarietà per il popolo palestinese e Rete ECO, il volume fotografico “L'Occupazione – Vivere in Palestina” edito da Ombre Corte e presentato a Torino a giugno 2007; nello stesso periodo espone a Roma presso la Libreria Odradek. A fine 2007 si reca nuovamente in Palestina e a inizio 2008 in Uganda. A maggio 2008 espone a Roma il reportage sul Madagascar “Salama e” all'interno del Festival Internazionale di Fotografia di Roma.
Con le sue fotografie ha partecipato tra il 2007 ed il 2008 a diverse mostre tra cui “Border Land People”, “Palestina - Due pesi due misure”, “Presente Negato”, “L'Occupazione – Vivere in Palestina”, “Nord Uganda - Storie di Profughi”, a Torino, Roma, Bologna, Trento, in Lombardia, Liguria, Veneto, Umbria, Toscana e Puglia.