Partono con un evento più unico che raro i “nuovi” mercoledì dello Spazio Off. Abbandonata la formula del cineforum delle stagioni precedenti, lo Spazio Off si apre a nuovi linguaggi e a diverse forme d'arte.
Per il primo appuntamento di
“On-Off mercoledì”, questo il nome della rassegna che si affianca a “On-Off Teatro”, la rassegna di spettacoli teratrali che ha preso il via venerdì 17 ottobre,
arriva a Trento Johann Nortje. Il ventottenne artista sudafricano sarà presente allo Spazio Off nella serata di mercoledì, per illustrare le sue opere e la sua mostra “Amniotic Dreams”, curata da
Eva Lavinia Maffei, e parlare con la critica e con il pubblico dell'arte contemporanea, cresciuto in quantità e in qualità dopo
Manifesta7. L'evento vuole infatti chiudere simbolicamente la fine della biennale europea d'arte contemporanea ospitata da luglio a novembre in Trentino e in Alto Adige: l'
Associazione Rosa, che a luglio aveva organizzato con grande successo il parallel event “Città al muro”, si è mossa in collaborazione con lo Spazio Off e con la
Galleria Arte Boccanera Contemporanea per offrire al pubblico trentino e non solo un evento speciale.
Dopo la serata allo Spazio Off, l'inaugurazione completa della mostra si terrà giovedì 30 ottobre alle ore 19, alla Galleria Arte Boccanera Contemporanea, a Trento in via Milano 128. La mostra sarà visitabile in Galleria fino al 6 dicembre, dal martedì al sabato con orari 11-13 e 16,30-19; domenica, lunedì e festivi su appuntamento.
Johann Nortje - “Amniotic Dreams”Il giovane, ma geniale, artista sudafricano Nortje presenterà a Trento un’originale interazione tra fumetto e scultura: i protagonisti “escono” dal fumetto per prendere una forma tridimensionale. In Sud Africa i comics, i fumetti, hanno una lunga storia e sono famosi in tutto il mondo; gli artisti sudafricani sono fra i detentori dell’avanguardia di questa specialità nel mondo artistico internazionale. Quello che l’emergente Johann Nortje presenterà a Trento sarà un’interpretazione di questa disciplina tutta nuova e originale, tra racconto, pittura e scultura: tre differenti media che si intrecciano in uno solo. L’esposizione avrà infatti la singolarità di presentare così una storia raccontata attraverso comic pages dell’artista realizzate con inchiostri e acrilici su cartone, dalle quali prenderanno scaturiranno delle vere e proprie opere scultoree in ferro. L’opera di Nortje racconta un modo geniale e fantastico di ricostruire la propria esistenza interiore ed esteriore, in una situazione difficile come quella dell’apartheid. La separazione tra persone che si sentono diverse è comune a tutte le società e “Amniotic Dreams” è il sogno possibile dell’emancipazione completa da un sistema che tende a schiacciare le anime. Il protagonista del fumetto riesce a trasformarsi in un gigantesco condor, simbolo di forte libertà e consapevolezza. I sogni amniotici sono i sogni che avvengono nell’utero, prima della nostra nascita, dopo la concezione. Quello è il momento in cui - secondo l’opera comic di Nortje - noi decidiamo chi e cosa stiamo per diventare, cioè decidiamo già che vita condurremo. L’artista ama il concetto per cui nulla è mai introvabile, irraggiungibile o impossibile, poiché, secondo lui, se noi pianifichiamo le nostre vite, possiamo già pianificare i nostri “esami”. Questo è un modo per raggiungere le nostre vittorie senza fallire, poiché ci mettiamo nell’ordine delle idee di imparare da esse. La combinazione tra comic e sculture è necessaria perché le sue opere tridimensionali sono troppo aperte alle percezioni e rischierebbero di essere interpretate seconde le visioni del visitatore; in questa originale rappresentazione l’artista ne “limita” la lettura e percezione dando loro una storia di accompagnamento in forma di comic, in modo che le si guardi con in mente la loro “storia”. Il comic è in bianco, nero e grigio, perché nulla nella realtà è come l’artista ritiene che sia. Lui cerca di mostrare che questo mondo è una grande area grigia piuttosto che fatto di buono e cattivo come noi solitamente lo percepiamo; può essere per lo più una miscela dei due, ma i nostri occhi focalizzano sempre una sola parte, e invece dobbiamo imparare che quello che guardiamo non è mai tutto bianco o tutto nero , bensì quasi sempre un insieme dei due. Il suo messaggio principale, sottolineato in “Amniotic Dreams” è che chiunque tu sia e ovunque tu sia, non sei mai una vittima. Nemmeno se ti poni tu in una situazione di vittimismo; semplicemente perché sei tu che hai deciso dove essere, anche se non credi nella visione dell’artista della scelta prima della nascita, la tua vita è sempre e comunque il risultato delle tue scelte. La sua opera è incentrata sull’importanza dell’emancipazione dal dolore del contrasto, nell’ottica di evidenziare una via per rinascere, ricostruendo “un liquido amniotico” nel quale ci si potrà trasformare e liberare dal dolore.
Johann Nortje è nato a Pretoria nel 1980 dove vive e lavora. uno dei più promettenti giovani artisti del Sud Africa; la sua opera e la sua persona incarnano uno degli sviluppi più interessanti dei contrasti tra bianchi e neri del pianeta. Anche a livello sociologico la sua opera racchiude il senso della consapevolezza della diversità. Nortje è uno di quegli artisti sudafricani bianchi che sa di essere bianco ma si sente anche un po’ nero.